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| Dimensions of Dialogue (Možnosti dialogu) di Jan Švankmajer. |
Doveva essere l’occasione per constatare il successo e rilanciare l’iniziativa. Questo almeno sino alla sua vigilia, sicuramente prima che il progetto soffrisse del colpo di scure dell'amministrazione regionale, subendo una decurtazione dei finanziamenti pari al 60%, taglio ancor più consistente quando si fa riferimento a cifre con pochi zeri. Colti di sorpresa non solo gli organizzatori ma anche il pubblico numeroso che ha gremito la sala della Mediateca Regionale. Pubblico che ha ripetutamente chiesto ragione di questa scelta all’Assessore Silvia Godelli ma colto l’occasione anche per chiedere come mai la stessa Mediateca resti chiusa da anni al pubblico e non svolga alcuna attività.
Secondo il regista Angelo Amoroso d'Aragona, presidente dell'Associazione TRANSTV, i repertori 'bassi', quelli non istituzionali o professionali, hanno un ruolo fondamentale nella sedimentazione dei saperi e un ruolo nodale nella fruibilità gratuita e libera della cultura nei contenitori pubblici, affermazione confortata dalle finalità del progetto che si pone a collettore delle memorie materiali ed immateriali e non è un caso se il salone del libro di Torino apra quest'anno sotto l'insegna 'MEMORIA IL SEME DEL FUTURO', confermando la giusta intuizione dell'iniziativa.
Quello che manca al sistema cinema regionale, continua il regista, è la 'seconda gamba che contribuisca al suo equilibrio', un equilibrio tra arte ed industria possibile solo mediante l'intreccio dei saperi e la mappatura degli stessi realizzata attraverso una regia a cui una delle creature della TRANSTV, l' A.P.S. RE.CI.DI.VI., ha dedicato e dedica la propria attività.
L'apertura già dimostrata sin dal suo insediamento è stata la cifra dell'intervento dell'Assessore Godelli, che pur constatando le non felici condizioni generali in cui versa il comparto culturale regionale a causa dei tagli ai fondi F.A.S., manifesta tiepido ottimismo nei confronti delle previsioni di spesa per il prossimo anno in favore di manifestazioni interessanti e valide a livello regionale che otterranno maggior attenzione con interventi mirati di contributo e finanziamento. Ugualmente non si può prescindere, a suo dire e in modo del tutto condivisibile allo stato attuale delle cose, da contributi e appoggi europei che garantiscano a manifestazioni di respiro più ampio non solo la sopravvivenza, ma anche lo sviluppo e la sedimentazione, e dall'appoggio di enti pubblici quali, ad esempio, le Università. Possibilità di collaborazione concreta testimoniata dal contributo di Pio Meledandri, ex superottista oggi Direttore del Museo della Fotografia del Politecnico di Bari, realmente incline ad un partenariato fruttuoso delle due realtà.
Durante l'incontro sono intervenuti operatori del settore culturale e di quello audiovisivo variamente interessati ed interconnessi alla ricerca dei materiali di repertorio che la TRANSTV promuove appunto come occasione di rievocazione collettiva. E' il caso dei brindisini Daniele Guadalupi, impegnato in passato in un progetto sul recupero e la 'musealizzazione urbana' dei repertori fotografici familiari in un comune della provincia di Milano, e Paola Crescenzo, filmmaker, che condividono l'idea di ricostruire, in un documentario interamente realizzato con immagini dai repertori privati, la Brindisi degli anni '50, quella che conosco da racconti e da poche foto.
Proposte 'sorelle' per il progetto sono anche quelle avanzate da Sabrina Manzari , mediatrice culturale con un'esperienza in Francia circa la valorizzazione museale di un sito d'interesse storico sull'attività partigiana e la sua repressione, che lavora oggi ad una proposta simile per le 'Case rosse' pugliesi con l'intento di far emergere il tema della memoria resistente regionale; segue le finalità produttive dell'iniziativa anche il progetto cinematografico di Yuki Bagnardi, filmmaker che riconosce nella ripresa in super 8 il medio ideale per la riproposizione della cultura popolare e rituale, una scelta stilistica che dice molto sulla nostra percezione del passato.
