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| Filmarilyn (16mm, con la sonorizzazione di bio-muse) |
Non mi occupavo di cinema quando ero a New York. In quel periodo principalmente disegnavo. Seguivo molto il circuito dei piccoli cinema che davano questi film “proibiti”, underground. Da lì però ho capito molte cose. Ad esempio vagando di notte lungo il porto di New York, in luoghi abbastanza pericolosi, vidi per caso un cinemino con una fila di persone fuori. Tra le persone in coda per entrare, molti avevano delle scatolette in mano, pensai che erano degli strani spettatori. M'infilai dentro anch'io. Scoprii così che quegli spettatori erano in realtà degli autori e che le scatolette erano scatole di pellicola Super8. Non si sapeva cosa sarebbe venuto fuori in proiezione, in coda ciascuno consegnava il film al proiezionista. Ad un certo punto entrò la polizia, fuori tutti, spento tutto, identificazione di tutti i presenti. Io che avevo il visto da turista ero terrorizzato.
Paolo Gioli
